Le Lesioni Muscolari: quando diagnosi e terapia adeguate dimezzano i tempi di recupero

SPORT, SALUTE e FISIOTERAPIA

La Rubrica del dottor Paolo Pirozzi

Le Lesioni Muscolari: quando diagnosi e terapia adeguate dimezzano i tempi di recupero

Le lesioni muscolari sono una causa frequente di sospensione della propria attività fisica, e presentano un alto rischio di ricadute: questi infortuni avvengono con maggior frequenza negli sport che richiedono delle brusche contrazioni muscolari, come quelle richieste da un forte calcio (quadricipite femorale), uno scatto prolungato (flessori posteriori), un cambio di direzione improvviso (adduttori), od un salto esagerato (polpaccio). Tra le principali cause di infortunio muscolare, ci sono un approssimativo riscaldamento prima della gara, un importante squilibrio tra i principali gruppi muscolari anteriori e posteriori, una postura scorretta, carichi di lavoro eccessivi e sovraccarichi funzionali. La diagnosi è principalmente clinica, e deve avvenire tramite una ecografia muscolo scheletrica: per le lesioni muscolari di grado severo può poi essere utile ripetere una ecografia a distanza di tempo, per verificare la corretta disposizione della nuova cicatrice.
Le Lesioni Muscolari Dirette, come contusioni e lacerazioni, si risolvono, di solito, in 2-3 giorni spontaneamente. Le Lesioni Indirette non strutturali, come le contratture, spesso nascono a distanza di qualche ora dopo la fine della gara, con un dolore diffuso su tutta la zona muscolare: la terapia migliore, per poter riprendere l'attività entro pochi giorni, prevede fisioterapia (Tecarterapia a medio-alta termia, laserterapia ad alta potenza, massoterapia, Taping) e stretching progressivo. Nelle Lesioni Indirette strutturali, come stiramenti e strappi, dove la lesione anatomica è ben evidente, e viene classificata in base alla percentuale di fibre rotte coinvolte (Lesioni di I°, II° e III° grado), la terapia prevede il controllo dell'infiammazione e del dolore nei primi giorni dopo la lesione (tramite Tecarterapia a bassa termia, crioterapia/ghiaccio, bendaggio funzionale, ultrasuoni terapia pulsata), proseguendo poi con esercizi progressivi di rinforzo e stretching per recuperare la mobilità, e concludendo con esercizi terapeutici funzionali, collegati al gesto specifico sportivo che aveva causato la lesione, e con il ricondizionamento atletico generale.
Un programma riabilitativo inadeguato od un prematuro ritorno all'attività sportiva espone l'atleta ad una ricaduta ed una nuova lesione: il muscolo leso si ripara (non si rigenera!) creando un nuovo tessuto cicatriziale, che, tuttavia, è molto meno elastico del tessuto muscolare precedente. Risulta quindi fondamentale un programma specifico di prevenzione delle ricadute, andando a ridurre la fibrosità, attraverso tecniche fisioterapiche come la fibrolisi diacutanea e la terapia manuale assistita.

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