Gli infortuni del Piede: la frattura da stress, la fascite plantare e la tallonite, le tendinopatie, e le distorsioni

SPORT, SALUTE e FISIOTERAPIA
La Rubrica del dottor Paolo Pirozzi

Gli infortuni del Piede: la frattura da stress, la fascite plantare e la tallonite, le tendinopatie, e le distorsioni

Il piede rappresenta, insieme alla caviglia, il primo appoggio al suolo, ed il primo sostegno, del nostro corpo: la sua funzione primaria è, difatti, quella di sopportare, e di supportare, tutto il peso corporeo, cercando di mantenere la statica eretta, e l’equilibrio, in tutte le condizioni e su tutte le superfici Per questo motivo, calzature non idonee, troppo nuove, o troppo strette, insieme a campi da gioco vecchi, deteriorati, o comunque in cattive condizioni, sono alla base della maggior parte degli infortuni del piede. In ogni caso, gli infortuni del piede sono, purtroppo, in continuo aumento, soprattutto negli sport che utilizzano campi non uniformi, come calcio e rugby, e questo a causa sia degli elevati carichi di allenamento, sia delle sollecitazioni a cui sono sottoposte alcune strutture del piede stesso per l’elevato potenziamento muscolare.

Dal punto di vista anatomico, il piede può essere suddiviso in quattro aree: le falangi (o dita), i metatarsi, il mediopiede, ed il tallone (insieme al calcagno): ognuna di queste strutture può, naturalmente, essere la sede di una specificata lesione o patologia. In ogni caso, l’infortunio più importante e diffuso è la frattura da stress o da fatica: questa coinvolge soprattutto i metatarsi ed il calcagno, e compare spesso a seguito di un violento atterraggio dopo un salto in alto. L’esame diagnostico da fare è la radiografia (o lastra), ma trattandosi di microfratture, spesso si ricorre alla risonanza magnetica, che riesce a fornire delle immagini più precise e dettagliate; per la riabilitazione di un infortunio del genere, il fisioterapista utilizza, nella prima fase di immobilizzazione, una terapia drenante ed antinfiammatoria, nella successiva fase di carico precoce, degli esercizi di stabilizzazione articolare statica, e, nella fase di ritorno in campo, degli esercizi di stabilizzazione articolare dinamica su piani instabili. Il secondo infortunio del piede più diffuso è la fascite plantare, ovvero un disturbo doloroso della pianta del piede, che può comparire dopo una spinta energica od un salto elevato, ed è spesso associato ad una tallonite: l’iter riabilitativo può variare in base all’entità dell’infortunio, ma, nella prima fase, si utilizzano terapie fisiche antinfiammatorie e, soprattutto, la massoterapia decontratturante profonda, mentre, nella seconda fase, si lavora sull’allungamento della fascia, e sul corretto utilizzo della pianta del piede durante camminata, salti e corsa. Molto diffusi sono anche gli infortuni del calcagno, dove, oltre alle già citate fratture, si riscontrano spesso problematiche del tendine d’Achille, ovvero tendinopatie acute e croniche, che possono anche arrivare alla rottura delle fibre: la fisioterapia e la riabilitazione si basano su un crescente e progressivo allenamento, che sia caratterizzato da esercizi specifici, e mirati a massimizzare la tensione muscolare che può sopportare il tendine stesso. Infine, infortuni del piede meno noti, ma comunque abbastanza diffusi, sono le distorsioni delle falangi, specialmente del primo dito (alluce), e le metatarsalgie, dove il dolore è concentrato sul dorso del piede, le quali, se sottovalutate, possono provocare dolore al mantenimento prolungato di una calzatura stretta.
È possibile recuperare da un infortunio del piede in maniera rapida, sicura e duratura?

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