Pavimento Pelvico a Roma: Che Cos’è e Come Funziona

Nov 24, 2025 | Clinica Dermatofunzionale Roma, Fisioterapia Roma

Pavimento Pelvico: Che cos’è?

Il pavimento pelvico è una struttura anatomica complessa formata da muscoli, legamenti e tessuti connettivi che chiude inferiormente la cavità addominale e pelvica, estendendosi come un’amaca tra il pube e il coccige. Questa struttura, presente sia nell’uomo sia nella donna, funge da base di supporto per gli organi pelvici. In particolare sostiene e mantiene nella corretta posizione organi come la vescica, l’uretra, l’utero (nelle donne), la vagina, il retto e la prostata (negli uomini), anche durante attività che aumentano la pressione addominale (per esempio quando si sollevano pesi, si ride, si starnutisce o si tossisce). Oltre alla funzione di sostegno statica, il pavimento pelvico svolge importanti funzioni dinamiche: garantisce la continenza urinaria e fecale, contribuisce alle funzioni sessuali (per esempio nell’erezione e nell’orgasmo) e riveste un ruolo cruciale durante il parto. Nonostante la sua importanza, il pavimento pelvico è spesso trascurato perché “invisibile” e poco conosciuto: molte persone non ne sono pienamente consapevoli finché non insorgono disturbi. Lo Clinica del Pavimento Pelvico dello studio FisioSiPuò rappresenta un punto di riferimento per chi soffre di disturbi del pavimento pelvico e vuole eliminare il dolore, migliorare la propria qualità della vita e soprattutto tornare ad allenarsi in sicurezza grazie al Metodo Si Può in 3 Fasi che caratterizza le sue due sedi di Fisioterapia Casalotti Boccea e Fisioterapia Montesacro Nomentana: in questo articolo, esploreremo nel dettaglio il percorso terapeutico per gestire le disfunzioni del pavimento pelvico, approfondendo le cause sottostanti, i sintomi associati, e la fisioterapia adeguata alla sua risoluzione, dalla prima valutazione alla stabilizzazione dei risultati.

Pavimento Pelvico: Quali sono le cause delle sue disfunzioni?

Le disfunzioni del pavimento pelvico possono insorgere quando questa struttura perde la sua funzionalità ottimale. Ciò può avvenire sia per un indebolimento (ipotonia) dei muscoli pelvici, sia al contrario per un loro eccessivo irrigidimento (ipertono); entrambe le condizioni possono portare a sintomi e problemi di diversa entità. I fattori e le cause che contribuiscono a queste disfunzioni sono molteplici e spesso cumulativi. Tra le cause e i fattori di rischio principali ricordiamo:

  • Gravidanza e Parto: La gestazione e soprattutto il parto (in particolare quello naturale) sottopongono il pavimento pelvico femminile a un notevole stress. Il parto vaginale può stirare e indebolire i tessuti di sostegno e i muscoli pelvici (anche a causa di possibili lacerazioni o episiotomie), causando microtraumi o danni alle strutture di sostegno. Di conseguenza, dopo uno o più parti possono manifestarsi con maggiore frequenza problemi come incontinenza o prolasso degli organi pelvici. Anche il parto cesareo, pur non coinvolgendo direttamente il canale vaginale, può contribuire a indebolire la muscolatura addomino-pelvica

  • Invecchiamento e Menopausa: Con l’avanzare dell’età, e in particolare in menopausa, i tessuti del pavimento pelvico tendono a perdere elasticità e tono. Il calo degli estrogeni nella donna in menopausa comporta una diminuzione delle fibre di collagene ed elastiche, indebolendo i legamenti e le fasce che sostengono i visceri pelvici. Questo deficit di supporto connettivale facilita l’insorgenza di prolassi degli organi (come la discesa dell’utero o della vescica) e di incontinenza urinaria. Negli uomini più anziani invece, interventi chirurgici come la prostatectomia (rimozione della prostata) o patologie prostatiche possono portare a disfunzioni del pavimento pelvico e incontinenza

  • Interventi Chirurgici Pelvici: Qualsiasi chirurgia maggiore nell’area pelvica (ad esempio isterectomia – rimozione dell’utero – nelle donne, interventi sulla prostata negli uomini, oppure interventi sul retto) può alterare l’equilibrio muscolare e nervoso del pavimento pelvico. Dopo un intervento pelvico, soprattutto se sono stati lesionati nervi o muscoli, è frequente la necessità di riabilitazione per recuperare la continenza e la funzionalità. Le disfunzioni pelvi-perineali tendono infatti a presentarsi più spesso dopo tali eventi chirurgici
  • Fattori che aumentano la pressione addominale: Tutte le condizioni che comportano sforzi intensi e ripetuti a carico dell’addome possono indebolire nel tempo il pavimento pelvico. Ad esempio il sollevamento frequente di carichi pesanti (lavori manuali gravosi, sollevamento pesi in palestra senza adeguato allenamento del core) e alcuni sport ad alto impatto possono sollecitare eccessivamente i muscoli pelvici. Anche la tosse cronica (come nei fumatori con bronchite cronica) e la stitichezza cronica (che costringe a sforzi ripetuti durante l’evacuazione) sono fattori che incrementano continuamente la pressione intra-addominale, favorendo alla lunga il cedimento del pavimento pelvico. Inoltre il sovrappeso e l’obesità contribuiscono perché il peso eccessivo aumenta il carico sui muscoli pelvici

  • Altre cause: Predisposizioni congenite (es. lassità dei tessuti connettivi), fattori ormonali, e alcune condizioni neurologiche possono giocare un ruolo. Disturbi neurologici o lesioni del midollo possono ad esempio interferire con il controllo della muscolatura perineale, così come patologie come il diabete (che può danneggiare i nervi periferici). Infine, uno stile di vita sedentario e la scarsa attività fisica possono indebolire la muscolatura di supporto, mentre al contrario un’attività fisica eccessiva o scorretta può causare ipertono e contratture muscolari pelviche. In sintesi, le disfunzioni del pavimento pelvico riconoscono una pluralità di cause: spesso insorgono quando più di questi fattori di rischio si combinano nell’arco della vita di una persona.

Identificare la causa sottostante è fondamentale per impostare un trattamento adeguato e prevenire una progressione rapida della disfunzione del pavimento pelvico, il peggioramento della sintomatologia ed impostare un percorso terapeutico efficace ed adeguato alla condizione della persona che permetta di tornare il prima possibile in una condizione di salute: una valutazione fisioterapica specifica permette di identificare l’entità della disfunzione pelvica e di stabilire il trattamento più adatto, evitando esercizi o abitudini che potrebbero aggravare la condizione. Intervenire precocemente con un programma riabilitativo mirato può favorire il recupero della funzionalità pelvica e addominale, migliorare la stabilità del core e prevenire disturbi associati: grazie al percorso terapeutico per le disfunzioni del pavimento pelvico della Clinica del Pavimento Pelvico dello studio FisioSiPuò è possibile affrontare questa sfida con successo.

 

Pavimento Pelvico: Quali sono i sintomi delle sue disfunzioni?

Un malfunzionamento del pavimento pelvico può manifestarsi con diversi sintomi, che variano in base al tipo di disfunzione (muscoli troppo deboli oppure troppo contratti) e al sesso della persona. In molti casi i disturbi iniziano in modo lieve, per poi aggravarsi se ignorati. Ecco i sintomi più comuni associati alle disfunzioni del pavimento pelvico:

  • Incontinenza urinaria: perdita involontaria di urina, che può avvenire sotto sforzo (colpi di tosse, starnuti, risate, sollevamento pesi) oppure come stimolo improvviso e impellente di urinare che la persona non riesce a trattenere (incontinenza da urgenza). Questo sintomo è molto frequente soprattutto nelle donne dopo il parto o in menopausa, ma può colpire anche gli uomini (ad esempio dopo chirurgia alla prostata)

  • Incontinenza fecale o dei gas: difficoltà nel controllare l’evacuazione intestinale, con possibili perdite involontarie di feci oppure incapacità di trattenere i gas intestinali. È un disturbo fortemente invalidante e spesso accompagnato da imbarazzo; può derivare sia da danni muscolari/nervosi (ad esempio dopo un parto difficoltoso o interventi anorettali) sia da gravi debolezze del pavimento pelvico

  • Ritenzione urinaria o stipsi: all’opposto dell’incontinenza, alcune disfunzioni pelviche comportano difficoltà a svuotare correttamente la vescica o l’intestino. Un pavimento pelvico in ipertono (contratto) può rendere complicata la minzione, portando a svuotamenti incompleti della vescica o addirittura ritenzione urinaria. Analogamente, un’eccessiva contrattura o un coordinamento scorretto dei muscoli perineali può causare stipsi funzionale (difficoltà a defecare anche in assenza di patologie intestinali). Spesso chi ne soffre riferisce la necessità di spingere molto per evacuare o la sensazione di blocco

  • Prolasso degli organi pelvici: si tratta della discesa di uno o più organi (vescica, utero o retto) dalla loro sede naturale verso il basso. Nelle donne può manifestarsi con la sensazione di “qualcosa che scende o che esce” dalla vagina; a volte è possibile palpare o vedere un rigonfiamento a livello vulvare. I prolassi sono spesso accompagnati da senso di peso al basso ventre e perineale, difficoltà a svuotare completamente vescica o intestino, e nei casi avanzati possono provocare ulcere o infezioni locali. Negli uomini un prolasso rettale (estroflessione della parete del retto) è meno comune ma può avvenire in caso di debolezza estrema

  • Dolore pelvico cronico: un dolore persistente nella regione pelvica o perineale, spesso descritto come senso di peso, bruciore o fitta profonda. Può irradiarsi verso l’addome inferiore, la zona lombare o l’area genitale. Questo dolore può interferire con le attività quotidiane e la vita sessuale. Ad esempio, alcune donne con ipertono pelvico riferiscono dolore mentre stanno sedute per lungo tempo o fastidio quando indossano indumenti stretti (come jeans aderenti), a causa della pressione sui muscoli contratti. Negli uomini, sindromi come la prostatite cronica abatterica (sindrome del dolore pelvico cronico) sono legate a disfunzioni muscolari del pavimento pelvico e provocano dolore al perineo, ai genitali e alla zona sovrapubica

  • Dispareunia (dolore ai rapporti sessuali): dolore che si presenta durante o dopo i rapporti sessuali. Nelle donne può essere dovuto a contratture involontarie dei muscoli vaginali (come nel vaginismo) o a condizioni come la vulvodinia; negli uomini può manifestarsi come dolore durante o dopo l’eiaculazione. Il pavimento pelvico in disfunzione, specie se ipertonico e teso, può rendere i rapporti dolorosi al punto da compromettere la vita di coppia

  • Altre disfunzioni sessuali: una muscolatura pelvica non in equilibrio può influire anche su altri aspetti della funzione sessuale. Nelle donne si possono riscontrare difficoltà di lubrificazione, riduzione della sensibilità e del piacere, o difficoltà a raggiungere l’orgasmo. Negli uomini, una insufficiente funzionalità del pavimento pelvico (ad esempio dopo interventi alla prostata o in presenza di patologie neurologiche) può contribuire a problemi di disfunzione erettile o di controllo dell’eiaculazione. Queste manifestazioni, oltre all’impatto fisico, possono avere anche conseguenze psicologiche importanti, minando la sicurezza in sé e la qualità della vita sessuale.

È importante sottolineare che i sintomi del pavimento pelvico possono presentarsi isolatamente o in combinazione. Ad esempio, un prolasso può coesistere con incontinenza, oppure l’ipertono muscolare può dare sia dolore sia sintomi urinari. In ogni caso, tali disturbi non vanno trascurati: riconoscere questi sintomi precocemente è fondamentale per un intervento tempestivo e per evitare l’aggravarsi di una disfunzione del pavimento pelvico. Per cui se soffri di dolore ed infiammazione in zona pelvica o addominale e presenti questi sintomi, è importante approfondire l’origine del dolore attraverso una visita personalizzata: grazie alla valutazione dettagliata per le disfunzioni del pavimento palvico della Clinica del Pavimento Pelvico dello studio FisioSiPuò è possibile comprendere in maniera chiara la condizione e, di conseguenza, impostare il piano di trattamento più adeguato ed efficace.

Pavimento Pelvico: Come si Curano le sue Disfunzioni?

Presso la Clinica del Pavimento Pelvico dello studio di Fisioterapia FisioSiPuò, è stato sviluppato un percorso terapeutico specifico per il trattamento delle disfunzioni del pavimento pelvico e presente nei nostri centri di Fisioterapia Montesacro e Fisioterapia Casalotti:

  • Valutazione Iniziale: in questa fase viene progettato il percorso terapeutico in base all’origine del problema. La valutazione iniziale si divide in una prima parte anamnestica per valutare presenza di condizioni cliniche da approfondire (o da rimandare al medico specilista), una seconda parte basata sulla valutazione palpatoria e manuale della muscolatura esterna ed interna specifica del pavimento pelvico, una terza fase in cui viene richiesta l’esecuzione di alcuni movimenti di base per valutare eventuali deficit posturali o di tonificità muscolare.
  • Terapia manuale: interventi manuali del fisioterapista sui tessuti muscolari e connettivali del pavimento pelvico e delle aree limitrofe. Questo include tecniche di massaggio perineale, mobilizzazione delle articolazioni sacro-iliache e coccigee, stretching e rilascio miofasciale dei muscoli pelvici sia per via esterna che, quando necessario, con approccio intra-pelvico delicato. La terapia manuale è particolarmente utile in caso di ipertono o trigger point (punti dolorosi) nei muscoli del pavimento pelvico, perché aiuta a ridurre le contratture e il dolore, migliorando la capacità di rilassamento muscolare. Inoltre, il terapista può lavorare sul riequilibrio posturale e sulla respirazione diaframmatica, componenti che influenzano la salute pelvica.

  • Esercizio terapeutico: una parte fondamentale della riabilitazione consiste in esercizi mirati a rinforzare e coordinare la muscolatura del pavimento pelvico. I più noti sono gli esercizi di Kegel, che prevedono contrazione e rilassamento volontario dei muscoli perineali: se eseguiti regolarmente e correttamente, questi esercizi migliorano la forza muscolare e il controllo degli sfinteri. Oltre ai Kegel, il fisioterapista può insegnare esercizi di core stability (coinvolgendo addominali e diaframma), esercizi di propriocezione per aumentare la consapevolezza della zona perineale, e training specifici per la coordinazione (ad esempio imparare ad attivare il pavimento pelvico prima di un colpo di tosse o di uno sforzo, per proteggere gli organi interni). L’esercizio terapeutico è sempre personalizzato sul paziente: ad esempio, in caso di muscoli troppo deboli si punterà al rinforzo graduale, mentre in caso di muscoli troppo contratti si lavorerà prima sul rilassamento e l’allungamento muscolare.

  • Tecarterapia: la tecarterapia è un trattamento elettromedicale basato sul trasferimento di energia capacitiva e resistiva ai tessuti, generando un calore endogeno (dall’interno). Nella riabilitazione del pavimento pelvico la Tecar viene utilizzata per i suoi molteplici benefici: favorisce la circolazione locale e l’ossigenazione dei tessuti, riduce il dolore e gli spasmi muscolari e promuove i naturali processi riparativi (effetto biostimolante). Studi scientifici hanno evidenziato l’efficacia della TECAR, ad esempio, nel migliorare il tono muscolare perineale in caso di ipotonia e nell’alleviare sintomi di condizioni come la vescica dolorosa o l’ipersensibilità pelvica. Il trattamento è non invasivo e indolore: si utilizza un elettrodo applicato esternamente (zona sovrapubica o perineale) che trasferisce energia radiofrequenza ai tessuti profondi. Ciò può integrarsi con le tecniche manuali durante la seduta per massimizzarne gli effetti miorilassanti e antinfiammatori. In sintesi, la tecarterapia supporta il recupero del pavimento pelvico creando condizioni ideali di guarigione e decontrazione muscolare.

  • Onde d’urto : la terapia ad onde d’urto rappresenta un’ulteriore risorsa in ambito riabilitativo pelvico, specialmente per trattare alcune condizioni resistenti. Si tratta di onde acustiche ad alta energia applicate in modo focale o radiale sui tessuti interessati. In campo urologico e ginecologico, onde d’urto a bassa intensità trovano impiego per migliorare la vascolarizzazione e favorire la rigenerazione dei tessuti nell’area pelvica. Ad esempio, studi indicano benefici delle onde d’urto nel trattamento dell’incontinenza urinaria femminile, del dolore pelvico cronico e di disfunzioni sessuali come vaginismo o vulvodinia. Il meccanismo d’azione include l’aumento della circolazione sanguigna locale e la stimolazione della produzione di nuovi vasi (neoangiogenesi), contribuendo a una migliore guarigione dei tessuti e a un effetto analgesico. Anche negli uomini le onde d’urto sono utilizzate – un esempio noto è il loro impiego nel trattamento della disfunzione erettile vascolare, dove migliorano l’afflusso di sangue al pene in modo non invasivo. La terapia con onde d’urto per il pavimento pelvico è generalmente ben tollerata e viene effettuata ambulatorialmente, applicando un manipolo esterno sulla zona perineale o pelvica con un apposito gel conduttivo.

  • Vibrazioni ad aria funzionali: una tecnologia relativamente nuova e innovativa in fisioterapia pelvi-perineale è rappresentata dalle vibrazioni meccano-sonore a impulsi d’aria. Questo trattamento utilizza speciali generatori di vibrazioni applicati sulla pelle che, tramite onde pressorie d’aria, trasmettono vibrazioni mirate ai tessuti profondi. Le vibrazioni funzionali ad aria hanno mostrato efficacia in vari ambiti riabilitativi, incluso quello del pavimento pelvico, grazie ai loro effetti neurofisiologici: modulando la frequenza delle vibrazioni, si possono ottenere rilassamento muscolare, miglioramento del drenaggio linfatico, miglior coordinazione muscolare e un significativo effetto antidolorifico. In pratica, l’energia vibratoria stimola i recettori neuromuscolari e può “ripristinare” circuiti neuromotori alterati, aiutando il paziente a percepire meglio e controllare i muscoli pelvici. Ad esempio, nelle donne con dolore pelvico cronico le vibrazioni possono contribuire a “spegnere” gli spasmi riflessi, riducendo il dolore; nei casi di debolezza muscolare, determinate frequenze vibratorie inducono una facilitazione della contrazione migliorando la forza e la resistenza dei muscoli perineali. Il trattamento è non invasivo e indolore: si posizionano i trasduttori vibranti su zone specifiche (addome inferiore, area perineale o glutea) e si modulano i parametri in base all’obiettivo terapeutico. Spesso le vibrazioni ad aria vengono abbinate ad esercizi attivi durante la seduta, potenziandone gli effetti e abbreviando i tempi di recupero

  • Stimolazione Magnetica Funzionale (FMS): si tratta di una forma di trattamento in cui potenti campi magnetici pulsati vengono erogati tramite un dispositivo, inducendo contrazioni muscolari involontarie nei muscoli del pavimento pelvico. In pratica, il paziente può effettuare un trattamento completo comodamente vestito, in quanto gli impulsi magnetici attraversano i tessuti e raggiungono i nervi motori pelvici, provocando contrazioni ripetute e profonde dei muscoli perineali. Questa terapia, totalmente non invasiva, consente di rinforzare la muscolatura pelvica, anche in pazienti che faticano a eseguire esercizi volontari, e di ridurre gli spasmi muscolari nei casi di ipertono. Inoltre, migliora la circolazione sanguigna locale e contribuisce al controllo del dolore pelvico. La stimolazione magnetica è particolarmente indicata per l’incontinenza urinaria (post-parto o post-chirurgica), per il recupero del tono muscolare dopo interventi o in menopausa, e per alcune disfunzioni sessuali sia maschili che femminili (ad esempio viene utilizzata per coadiuvare il trattamento della disfunzione erettile e del vaginismo). Le sedute durano in genere 15-20 minuti e, grazie alla comodità del trattamento, il paziente può rilassarsi mentre il macchinario esegue la “ginnastica passiva” dei muscoli pelvici.

 

In conclusione, la riabilitazione del pavimento pelvico basata sulla fisioterapia offre un approccio globale e personalizzato per affrontare i disturbi pelvi-perineali. Attraverso la combinazione di esercizi terapeutici, tecniche manuali e tecnologie come tecarterapia, onde d’urto, vibrazioni ad aria e stimolazione magnetica, è possibile ottenere miglioramenti significativi, spesso evitando il ricorso a farmaci o interventi invasivi. Ogni paziente avrà un percorso su misura: ad esempio, una giovane sportiva con lieve incontinenza post-partum avrà obiettivi e terapie diverse rispetto a un paziente anziano con prolasso e dolore cronico, ma entrambi possono trarre beneficio da un programma riabilitativo mirato. La fisioterapia gioca un ruolo essenziale nel percorso di recupero e rappresenta ad oggi il modo migliore per risolvere il problema e tornare ad una vita personale sicura e priva di dolore.

In caso di disfunzioni del pavimento pelvico è possibile chiamare il numero 351 677 7486 o scrivere una email a fisiosipuo@gmail.com per richiedere una prima valutazione presso la sede di Fisioterapia Casalotti Boccea o di Fisioterapia Montesacro Nomentana dello Studio FisioSiPuò.

2 centri di fisioterapia: Roma Casalotti e Roma Montesacro

 

Indirizzo

Largo Beata Teresa Verzeri 28-29,
00166 Roma - Zona Boccea/Torrevecchia

  • 1 km da GRA (uscita Casalotti/Primavalle)
  • 2 km dalla fermata Metro Battistini
  • Ampia disponibilità di Parcheggio gratuito

Sede Fisioterapia Roma Montesacro

 

Indirizzo

Via Valsassina 75-77,
00141 Roma - Zona Montesacro/Nomentana

  • 1 km dalla fermata Metro Conca d'Oro
  • 1,5 km da uscita Nomentana della Tangenziale
  • Possibilità di parcheggio a pagamento e gratuito

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