Lombalgia, Sciatica e Sport: quando il mal di schiena limita l’attività quotidiana e sportiva

SPORT, SALUTE e FISIOTERAPIA
La Rubrica del dottor Paolo Pirozzi

Lombalgia, Sciatica e Sport: quando il mal di schiena limita l’attività quotidiana e sportiva

La lombalgia, comunemente conosciuta come ‘mal di schiena’, è una condizione dolorosa, molto diffusa, che coinvolge la parte bassa della colonna vertebrale: questa patologia, in particolare, affligge più del 40 % della popolazione, mentre ben l’80 % delle persone ha sofferto, almeno per una volta nella vita, di un evento acuto di lombalgia. Lo stile di vita moderno che spesso ci porta a stare per troppo tempo seduti, i lavori pesanti e ripetitivi, la sedentarietà, le posture sbagliate e viziate protratte nel tempo, gli stress ed i traumi vertebrali, sono tutti fattori che influiscono sull’insorgenza del mal di schiena. La maggior parte delle volte, un evento acuto di lombalgia si risolve in meno di 6 settimane (i tempi si possono accorciare notevolmente rivolgendosi a un fisioterapista specializzato), ma l’evento stesso, se sottovalutato, può trasformarsi in una lombalgia cronica, che limiterebbe pesantemente la vita quotidiana, fino anche al punto di poter impedire di lavorare, e, comunque, di praticare sport in maniera libera e sicura.
In particolare, le posture viziate prolungate nel tempo generano una distribuzione non uniforme dei carichi sulla colonna vertebrale, che può favorire l’usura di un disco intervertebrale, e l’insorgenza di una protrusione, la quale può, a sua volta, evolvere in un’ernia: se questa preme sulla radice nervosa, si crea un dolore acuto che si irradia sulle gambe, e che viene definito sciatalgia, o ‘sciatica’. Lo sport stesso ha poi effetti contrastanti sulla parte bassa della schiena: se da un lato può rinforzare la muscolatura paravertebrale, dall’altro può sollecitare le strutture della colonna vertebrale in modo nocivo, con microtraumi ripetuti, per molte ore ogni giorno. Inoltre, nello sport moderno, la ricerca continua dell’aumento dei carichi cui sottoporre l’atleta, ai fini del miglioramento (a volte estremo) delle sue prestazioni, mette a dura prova la sua integrità fisica, in quanto sottopone la sua colonna vertebrale a sovraccarichi funzionali importanti, che a lungo andare possono comportare lombalgia o, peggio, sciatalgia.

In ogni caso, la fisioterapia può apportare benefici importanti, in quanto permette di ridurre nella fase acuta l’infiammazione ed il dolore lombare (attraverso terapia fisica strumentale, massoterapia e manipolazioni), di ristabilire nella fase sub-acuta le corrette lunghezze muscolari allentando le tensioni corporee (attraverso una rieducazione posturale individuale e personalizzata), e di prevenire ricadute nella fase cronica attraverso un rinforzo mirato della muscolatura glutea, della parete addomino-lombare e delle gambe, ristabilendo le corrette ampiezze articolari delle anche e della colonna vertebrale.
Infine, il bambino e l’adolescente sportivo, a causa della loro fase di crescita, sono più sensibili a disturbi della schiena: zaini e cartelle troppo pesanti, piedi piatti, scorretto uso di plantari, scarpini non adeguati e campi non ottimali, possono essere tutti fattori che comporteranno dei sovraccarichi funzionali importanti sulla schiena, con la conseguente probabile insorgenza di patologie, anche importanti. In ogni caso, ogni persona in crescita, che venga seguita periodicamente da un fisioterapista esperto, può, attraverso una rieducazione posturale, migliorare la sua elasticità articolare e tonicità muscolare, evitando così l’insorgenza di patologie pediatriche come scoliosi e spondilolisi, e, ulteriormente, prevenendo instabilità lombare, lombalgia e sciatalgia in età adulta.
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