La Distorsione della Caviglia: quando una precoce mobilizzazione favorisce la guarigione

SPORT, SALUTE E FISIOTERAPIA
La Rubrica del dottor Paolo Pirozzi

La Distorsione della Caviglia: quando una precoce mobilizzazione favorisce la guarigione
Le distorsioni della caviglia rappresentano la percentuale più alta (circa il 30%) delle lesioni sportive: la maggior parte di questi infortuni si verifica con un movimento in “inversione”, costituito da una flessione esagerata del piede verso il basso e l’interno, che provoca un interessamento dei legamenti esterni, mentre gli infortuni che si verificano in “eversione” sono più rari, e sono purtroppo spesso associati ad una frattura ossea. La gravità di una distorsione di caviglia si definisce in base all’entità del danno del legamento: mentre, nella lesione di 1°grado, la distensione legamentosa è trascurabile e non compromette la stabilità dell’articolazione, le lesioni di 2° grado sono distorsioni di media entità, con parziale lacerazione delle fibre legamentose e stiramento della articolazione, e le lesioni di 3° grado sono distorsioni gravi, con rottura parziale o totale dei legamenti, associata spesso a lesioni ossee, osteocondrali, capsulari, che possono coinvolgere anche altre strutture. In tutti i casi,  un percorso fisioterapico e riabilitativo adeguato è fondamentale: l’eventuale mancanza di questo esporrebbe lo sportivo ad un’instabilità cronica della caviglia, obbligandolo o ad un pesante trattamento conservativo, o, nei casi più gravi, ad un trattamento chirurgico, per stabilizzare definitivamente l’articolazione.
L’innovativo trattamento fisioterapico e riabilitativo, che ottimizza il carico corporeo sulla gamba infortunata fin dai primi giorni, permette di recuperare velocemente e di ridurre il rischio di ricadute: nella Fase Acuta (1°-5° giorno), è importante sia proteggere l’articolazione da ulteriori distorsioni (con bendaggio rigido compressivo, tutore e stampelle nei casi più gravi) sia controllare infiammazione, dolore, ematoma, gonfiore (con crioterapia/ghiaccio, taping drenante, massaggio linfoarticolare, tecarterapia, laserterapia, ultrasuonoterapia), anche attraverso un carico corporeo ottimale e progressivo; nella Fase Subacuta (6°-10° giorno), gli obiettivi sono il recupero della completa articolarità e flessibilità muscolo-tendinea (con terapia manuale, manipolazioni articolari e stretching), progredendo con l’allenamento della forza e resistenza muscolare (con esercizi a resistenza elastica controllata); infine, nella Fase di Riatletizzazione e del Completo Recupero (da 11° giorno in poi), l’obiettivo è quello di ripristinare correttamente posizione, movimenti, equilibrio e coordinazione della caviglia, anche con sedute direttamente su campo per gli atleti, in modo da perfezionare ed ottimizzare il recupero funzionale dell’articolazione.
È possibile recuperare da una distorsione della caviglia in maniera rapida, sicura e duratura?
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