Il Legamento Crociato Anteriore: un opportuno programma di prevenzione può evitare una sua lesione

SPORT, SALUTE e FISIOTERAPIA
La Rubrica del dottor Paolo Pirozzi

Il Legamento Crociato Anteriore: un opportuno programma di prevenzione può evitare una sua lesione

La lesione del Legamento Crociato Anteriore (LCA) rappresenta una percentuale sempre più alta delle lesioni sportive: ogni anno, infatti, i casi di lesione completa o totale di questo legamento tendono ad aumentare sempre di più, influendo così negativamente sull’attività sportiva e sulla vita quotidiana di molti atleti. In particolare, il rischio di una lesione al LCA aumenta se si riscontrano alcuni fattori predisponenti, come una preparazione atletica inadeguata, un’incapacità della muscolatura protettiva della coscia ad attivarsi contemporaneamente in maniera sinergica, un’instabilità personale di ginocchio o di caviglia, od una postura scorretta.
La prevenzione più adeguata inizia da un’attenta valutazione personalizzata dell’atleta (soprattutto di quello giovane, che è in continua crescita), che deve essere fatta sia ad inizio stagione, sia durante la pausa invernale: non bisogna, difatti, sottovalutare le alterazioni posturali, che costringono il corpo a viziare ogni gesto sport-specifico, aumentando così esponenzialmente il rischio infortunio, così come occorre impostare un corretta rieducazione posturale tramite allungamenti muscolari, correzione dei compensi e rinforzo della muscolatura di tronco e bacino. Durante la valutazione è importante capire, inoltre, se risulta evidente un deficit di forza di una gamba rispetto all’altra, uno squilibrio muscolare tra muscoli anteriori e posteriori della coscia, una lassità legamentosa del ginocchio, ed una ridotta capacità di equilibrio (sia ad occhi aperti che ad occhi chiusi).
Un corretto programma di prevenzione della lesione del LCA si basa, inoltre, su un allenamento funzionale globale, che permetta sia di sviluppare la forza stabilizzatrice (con esercizi che sviluppino la velocità di attivazione della muscolatura flessoria del ginocchio), sia di incrementare le capacità coordinative dell’atleta durante il gesto sport-specifico (attraverso circuiti di esercizi dinamici su piani di appoggio sempre più instabili e destabilizzanti), che di imparare delle strategie che il corpo userà in maniera automatica per salvaguardare i legamenti (come, ad esempio, un corretto atterraggio dopo un salto per evitare il movimento traumatico in iperestensione, il controllo delle rotazioni del ginocchio durante sprint improvvisi, bruschi cambi di direzioni, balzi con una sola gamba e gesti esplosivi).
Ogni atleta, quindi, per poter abbassare la percentuale di rischio di infortuni, dovrebbe seguire un programma personalizzato di esercizi che permettano l’aumento del controllo e della stabilità corporea e che incrementino contemporaneamente la velocità del gesto tecnico specifico, oltre che seguire uno stile di vita ed un regime alimentare sano.
È possibile prevenire una lesione del legamento crociato anteriore in maniera rapida, sicura e duratura?
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